Seconda parte: IL PD DI GIANNI CUPERLO A "CHE TEMPO CHE FA"
Pubblicato il 23 Ottobre 2013
Segue da
http://lightaviation.overblog.com/2013/10/il-pd-di-gianni-cuperlo-a-che-tempo-che-fa.html
Ora io non so dove “incroci” il bravo candidato, o dove incrociano i suoi consiglieri che lo stanno aiutando sicuramente ad affossare ancor di più la sua candidatura alla segreteria del PD già in mano di fatto a Matteo Renzi (anche se pare stiano facendo accordo di ticket), ma queste gravi affermazioni non fanno altro che confermarci, se mai ce ne fosse stato bisogno, la profonda incompetenza della nostra classe politica e l’atteggiamento demagogico di chi vede nel trasporto aereo privato, anziché una realtà produttiva e strategica da supportare e rilanciare come tante altre, una realtà da sopprimere legata indissolubilmente all’evasione fiscale.
Vorrei rivelare al signor Cuperlo ed al suo staff, che gli studi da noi prodotti un anno fa al Governo Monti, che ha introdotto la tassa sul lusso, raccontano una realtà sensibilmente diversa.
Eccone un breve estratto: “La relazione tecnica della Camera dei Deputati parla di “oltre 4.000 modelli”.
I dati dell’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile, aggiornati a fine 2010 mostrano poco meno di 2.700 aeromobili (compresi alianti e mongolfiere).
Se a questi si sottraggono i mezzi che il decreto esclude dalla base imponibile (compagnie aeree, aerotaxi, eliambulanza, soccorso, antincendio, addestramento, Aero Club …. ecc.) un conteggio accurato effettuato la settimana scorsa riduce il numero totale dei velivoli tassabili a ben 1.007 macchine per un gettito di poco superiore ai 3,5 milioni di Euro (ben lontano dalla stima di 85 ML dei tecnici della Camera).
Una bella differenza tra la situazione reale e quella immaginata….…..
Il problema è che, evidentemente, il legislatore crede che l’aereo privato medio sia un bireattore o un elicottero biturbina ma, probabilmente, non è a conoscenza del fatto che le sue stesse leggi (fiscali) hanno reso inesistente questa categoria: l’analisi, infatti, mostra che oltre metà degli aerei colpiti sono piccoli monomotori con motore a pistoni dal peso al decollo inferiore alla tonnellata e che gli aeromobili di lusso, “privati”, nel Paese sono solo 6 (!) mentre tutti gli altri, che supponiamo il legislatore avrebbe voluto tassare, sono esenti.
La realtà è che in Italia, salvo rare eccezioni, non ci sono bireattori intestati a privati poiché, in genere, chi si compra un bireattore costituisce una società di lavoro aereo e poi affitta l’aeroplano da quest’ultima.
In questo modo gli aeroplani di lusso vengono esentati dal pagamento della tassa.
Si tratta di un meccanismo inevitabile perché il nostro Paese è l’unico dell’area UE a non consentire l’uso “aziendale” di un mezzo aereo privato.
A parte il fatto che il tempo ci ha dato più che ragione ( lo Stato masochista ha incassato solo 1.4 Milioni rinunciando al gettito di impresa derivante dall’uso dei velivoli ) gli aeromobili “privati” del valore di 35Milioni registrati in Italia sono sei e appartengono tutti a società certificate ed operatori aeronautici che svolgono attività per conto di grandi gruppi industriali.
L’evasione fiscale operando macchine simili non è di fatto possibile con la vigente regolamentazione.
Per farle un esempio, in Germania le macchine di quel genere immatricolate sono oltre 300.
Ognuno di queste in ogni caso, crea impiego per una ventina di persone tra equipaggi, tecnici e assistenti, acquista carburante e ricambi, paga salatissime certificazioni, genera lavoro presso società di manutenzione ad alta specializzazione tecnologica, paga tasse di stazionamento e diritti di rotta a Eurocontrol, paga affitti per gli hangaraggi a società di handling che impiegano addetti, tiene in vita gli aeroporti contribuendo al diritto alla mobilità dei cittadini degli stati europei.
Caro signor Cuperlo, per sua informazione i restanti aeromobili esistono ( anche se sono sempre di meno ) , ma per la maggior parte hanno una età media di 25 anni ed un valore che non supera i 40.000 euro ciascuno, meno di una berlina di media cilindrata, e gran parte di essi sono gestiti da Associazioni private ed Aeroclub.
Un aereo non si nasconde nel box di casa, oggi averne uno significa aspettarsi una verifica fiscale certa, quanti evasori pensa siano così idioti da averne uno a loro intestato?
L'aviazione italiana, grazie a conclamate incapacità e a nomine inconsulte strapagate di matrice politica a tutti i livelli infrastrutture comprese, come il nostro paese è ridotta agli stracci.
Un vero e proprio sterminio di massa per sopprimere la nostra specie, a partire dalla imposizione di tasse e di regole assurde e restrittive che frenano da sempre lo sviluppo di un comparto ritenuto da tutti gli analisti altamente strategico.
Noi siamo le vittime indignate della burocrazia demagogica folle cieca e giurassica, voluta da chi vuol far volare solo le proprie scrivanie.
La nazione ha di fatto regalato la contiguità territoriale alle low cost estere, per non parlare delle ben note vicende legate alla Compagnia di Bandiera ed alle varie Società di Gestione fallimentari, veri ed efficienti poltronifici pagati sempre da noi cittadini onesti.
Non siamo evasori, siamo gli ultimi superstiti dell'Aviazione Generale ovvero quella che crea piloti privatamente senza costare un euro ai contribuenti, quella che da lavoro ad ingegneri e tecnici civili.
Un “piccolo comparto” di 16.000 persone, più 10.000 dell’industria aeronautica, lavoriamo paghiamo le tasse, facciamo sacrifici e viviamo la crisi come tutti.
Ognuno di noi ha una famiglia che vota, composta mediamente da quattro persone, faccia la moltiplicazione e tenga bene a mente il totale.
Grazie per averci aperto gli occhi, grazie per averci detto che "è fondamentale far capire quali sono gli interessi che vuoi rappresentare... "sapremo ben tenerne conto al momento di esprimere il nostro voto."
Rinaldo GaspariPresidente AOPA Italia
/image%2F0266284%2F201211%2Fob_3ef03eaf5d7fa7eb4cdca71d61db87ff_image.jpg)